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Sassari mannu

Di Pompeo Calvia
Illustrazioni di Franco Fresi
I versi di Pompeo Calvia rievocano il passato prossimo (o anche remoto?) di Sassari, ma che insieme si pongono come metafora di un mondo ben più vasto: scritti da un poeta non pretenzioso né autogratificato, ma di quelli veri, che pur quasi scherzando e punzecchiando richiamavano valori di ogni tempo. Nonostante l´ambiente colto nel quale è nato e vissuto, la poesia di Pompeo è rimasta per sua scelta consapevole e deliberata, soprattutto ´plebea´, ´zappadorina´ quasi per vocazione inconsapevole, in adesione ad una specifica, popolana visione del mondo, a cominciare da quello sassarese: visto dal basso, dal limite inferiore della società, non trascurando per questo la possibilità di proseguire lungo una scala ascendente nella quale incontrare personaggi e avvenimenti situati più in alto. «L´atteggiamento fondamentale – scrive Manlio Brigaglia – è quello della simpatia umana, della compassione autentica, con solo quell´attimo di distacco dal quale nasce, nei momenti più felici, l´ironia più liberatoria e serena». Anche se non sempre Sassari riuscì a riconoscere a Pompeo il suo grande valore di poeta e di uomo, non si può dire che non fosse benvoluto dai sassaresi, compresi anche gli intellettuali suoi amici e ammiratori. Questo affetto e questa considerazione lasciarono tracce evidenti nella poesia di Pompeo Calvia.

Pompeo Calvia

Pompeo Calvia, nato il 18 novembre 1857, fu grande poeta dialettale dell´inquieto ma culturalmente vivace fine Ottocento sassarese. Figlio di Salvatore Calvia Unali, architetto e pittore originario di Mores (amico di Garibaldi e ferito di guerra al seguito del Generale) e di Antonietta Diana, figlia di pittore. Era così preponderante la presenza dell´arte in seno alla famiglia: atmosfera peraltro comune a quella di una borghesia, a Sassari molto animata (anche dalle signore, che scrivevano e pubblicavano giornali e di cognome facevano Segni o Berlinguer).\r\nMorì a 62 anni, il 7 maggio 1919.

Franco Fresi

Franco Fresi è nato a Luogosanto e vive a Tempio Pausania. Conosciuto anche nella penisola, è considerato uno dei poeti più autentici della poesia contemporanea in Sardegna. Ha vinto nel 1981 il premio Iglesias di giornalismo per i suoi articoli sul quotidiano ´L´Unione Sarda´. Per le edizioni Delfino ha curato, con Manlio Brigaglia, Tempio e il suo volto. Nella stessa collana: A. Mundula, Il cantiere e altri luoghi.

Note


Ristampa anastatica

ISBN 9788871386805
Genere Cultura popolare
Collana Lingua e cultura
Anno 2014
Pagine 186
Formato 15 x 21 cm
Rilegatura Brossura
Lingua Italiano
Supporto Cartaceo

€ 8,80

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